domenica 29 maggio 2016

Citazioni. Giuseppe De Rita, Corriere della Sera, 29 maggio 2016 (I tre percorsi dello sviluppo) - 4 -

Richiamare il primato della piccola impresa, della cetomedizzazione, della famiglia è il segno di una volontà di continuare a macinare la realtà per come essa si presenta giorno per giorno e si evolve silenziosamente nei processi di media durata. 

Citazioni. Giuseppe De Rita, Corriere della Sera, 29 maggio 2016 (I tre percorsi dello sviluppo) - 3 -

Occorre prendere atto che la famiglia non è più soltanto il grande soggetto che regola indirettamente le dinamiche economiche, ma è sempre più il grande e responsabile soggetto di welfare, cioè un soggetto che spende di suo nei diversi campi del sociale, dalla sanità all'assistenza, agli anziani, dalla scuola alla previdenza. Se è così, non basta più aumentare la sua ricchezza monetaria e la sua propensione al consumo, è più corretto pensare ad interventi articolati per i diversi campi su cui la famiglia è impegnata. 

sabato 28 maggio 2016

Citazioni. Giuseppe De Rita, Corriere della Sera, 29 maggio 2016 (I tre percorsi dello sviluppo) - 2 -

Il secondo grande processo reale su cui si è costruito lo sviluppo italiano e con cui devono fare i conti coloro che vogliono passare dalla ripresa allo sviluppo è quello della esplosione del ceto medio (la cosiddetta cetomedizzazione). (...) Non si è ancora colto il fatto che il processo di cetomedizzazione iniziato negli anni '70 ha esaurito la sua forza di spinta: tenerlo come compatto riferimento del futuro sviluppo è cosa inutile; e controproducente. 

Citazioni. Giuseppe De Rita, Corriere della Sera, 29 maggio 2016 (I tre percorsi dello sviluppo) - 1 -

Occorre (...) collegarsi alla dinamica spontanea delle piccole imprese: esse non vanno verso il primato delle grandi dimensioni, ma verso la loro progressiva inserzione in una logica di filiera (settoriale o di prodotto che sia). Se si vuole ottenere la progressiva vitalità del sistema di impresa. la strada è obbligata: bisogna privilegiare la logica e la logistica della filiera e bisogna incentivare i comportamenti delle imprese a starci dentro. 

Citazioni. Giuseppe De Rita, Corriere della Sera, 29 maggio 2016 (I tre percorsi dello sviluppo)

La realtà vince sempre sulle intenzioni di sviluppo, se queste non tengono conto della base su cui lavorare. 

Nel vuoto politico degenera la democrazia (Marco Emanuele)

Nel mondo a-polare della globalizzazione tecnocratica, nel vuoto politico, la crisi profonda (quasi una degenerazione) dei nostri sistemi democratici (Stati-Nazione) avviene sia a livello formale che a livello sostanziale, in tal modo "sacrificando" sull'altare della competizione esasperata sia la giustizia che la libertà.

Come segno dei tempi che stiamo vivendo, segnaliamo la difficoltà delle "regole democratiche" di adeguarsi alla velocità e alla radicalità dei cambiamenti in atto. Può apparire una considerazione secondaria ma, se ci riflettiamo, parliamo di un tema strategico che ha a che fare con la qualità delle nostre democrazie e con la possibilità che i sistemi complessi che abbiamo costruito possano resistere alla prova della storia.

Il tema di fondo è il "vuoto politico" nel quale siamo immersi. E' in esso, infatti, che le democrazie perdono il loro senso ultimo e la loro dignità, salvaguardando una forma solo necessaria a forze non democratiche (nel senso di non partecipate e di non elette ma "dominanti") per darsi una "maschera democratica" (utilizzando la "forma democratica" a loro piacimento e dunque, nei fatti, snaturandola).

L'assenza di politica in senso complesso (al contempo, mediazione degli interessi particolari e liberazione della progettualità umana) è ciò che non permette più a ciascuno di noi di essere pienamente cittadini e di condividere un progetto comune di convivenza; non abbiamo tempo, ci dicono, perché le democrazie si sono fatte competitive e anche l'esperienza umana deve essere "ridotta" alle esigenze di ciò che "serve" o, per meglio dire, alle esigenze di chi "paga".

Non sono un nostalgico e penso che le strutture dei sistemi democratici (ad esempio, l'Italia) vadano alleggerite e rese più efficienti; continuo a credere, però, che i tempi della democrazia non possano essere quelli della competizione fra mercati (soprattutto finanziari) auto-referenziali e spesse volte non regolati e che la politica, evidentemente complessa, debba ritornare a essere vincente, ad alimentare le classi dirigenti, ad avere il proprio ruolo nella storia comune come l'attività nobile dell'uomo che si fa "soggetto storico".

La complessità della politica, la politica nella complessità (Marco Emanuele)

Ripensare per rifondare la politica significa ritrovare la dignità della politica nella sua complessità e, allo stesso tempo, nel suo "calarsi" nella complessità e nelle complessità dei mondi-della-vita.

La politica, attività nobile, è complessa per natura; infatti, nella sua complessità, essa comprende la mediazione dei rapporti di forza e degli interessi particolari (differenti e molto spesso divergenti) e la liberazione della progettualità umana (come integrazione delle differenti progettualità) nell'interesse generale.

Il tentativo di questo blog è di cominciare un percorso strategico e sistemico intorno alla "politica". Non è più possibile, infatti, affrontare i problemi complessi della realtà globalizzata con un pensiero politico lineare e separante (di fatto tecnocratico), privo di visione e ancorato ideologicamente alle certezze di un mondo che non c'è più (siamo "prigionieri" del '900). Qui non si tratta di fare valutazioni sulle persone che "fanno politica" ma di uscire dalla logica della politica come professione per cominciare a dire che la politica è la vita e che, come tale, ci riguarda tutti in quanto persone umane. Altra cosa è, nei nostri sistemi democratici, la delega ad alcuni per governare la convivenza. Il problema è duplice: non abbiamo e non condividiamo un pensiero politico adeguato ai tempi e non riusciamo più a far crescere classi dirigenti in grado di comprendere la complessità del mondo e dei contesti e, conseguentemente, di governare i processi storici sempre più veloci e interrelati.

Se la politica è la vita, la politica ha senso soltanto nella vita; il che significa che ciò che è politico non può che vivere in ogni realtà umana, fecondandosi per "contaminazione". Per riappropriarci della politica dobbiamo ritornare a comprenderne la centralità in noi.



venerdì 27 maggio 2016

La sfida della politica complessa (Marco Emanuele)

Aprire un luogo di discussione, come questo blog, significa prendere atto che qualcosa manca.

Credo che manchino i "luoghi" per riflettere sulla politica, da ripensare e da rifondare. Infatti, finito il mondo bi-polare e scatenatosi il mondo a-polare nei veloci e radicali cambiamenti che hanno caratterizzato e caratterizzano questi primi anni del terzo millennio, siamo ancora immersi (e prigionieri) di un pensiero politico che si riferisce a un '900 che non c'è più.

Cosa diciamo ai giovani di oggi ? Li illudiamo che la politica c'è e che c'è qualcuno che fa i loro interessi, che si preoccupa di costruire strade di vera giustizia e di vera libertà o, invece, diciamo loro la verità, invitandoli a partecipare al ripensamento e alla rifondazione di una politica in chiave complessa e progettuale ? Ci piacciono le strade meno comode e, per questo, scegliamo la seconda.

Siamo troppo certi di ciò che siamo e, infatti, rischiamo di non vivere. Ci accomodiamo, senza riflettere, sugli universali culturali che abbiamo costruito (dimenticando gli universi culturali) e sembriamo avere perduto la capacità di problematizzarci e di problematizzare, convinti che la verità stia solo in ciò che vediamo, che prevediamo, che misuriamo; ma l'imprevedibile, l'ingovernabile, l'incerto sono una parte fondamentale di noi stessi e della convivenza umana e questo dovrebbe farci riflettere sulla necessità di una politica complessa e adeguata alla realtà, quella vera.

La sfida è enorme e straordinaria e chiede una condivisione strategica; infatti, la nostra personale responsabilità è responsabilità di noi nel mondo e del mondo in noi. La sfida della politica complessa, consapevoli della contraddittoria eredità del '900, è di partecipare, in quanto persone umane, a dare un senso globale a una globalizzazione sostanzialmente tecnocratica e a-politica.