venerdì 27 maggio 2016

La sfida della politica complessa (Marco Emanuele)

Aprire un luogo di discussione, come questo blog, significa prendere atto che qualcosa manca.

Credo che manchino i "luoghi" per riflettere sulla politica, da ripensare e da rifondare. Infatti, finito il mondo bi-polare e scatenatosi il mondo a-polare nei veloci e radicali cambiamenti che hanno caratterizzato e caratterizzano questi primi anni del terzo millennio, siamo ancora immersi (e prigionieri) di un pensiero politico che si riferisce a un '900 che non c'è più.

Cosa diciamo ai giovani di oggi ? Li illudiamo che la politica c'è e che c'è qualcuno che fa i loro interessi, che si preoccupa di costruire strade di vera giustizia e di vera libertà o, invece, diciamo loro la verità, invitandoli a partecipare al ripensamento e alla rifondazione di una politica in chiave complessa e progettuale ? Ci piacciono le strade meno comode e, per questo, scegliamo la seconda.

Siamo troppo certi di ciò che siamo e, infatti, rischiamo di non vivere. Ci accomodiamo, senza riflettere, sugli universali culturali che abbiamo costruito (dimenticando gli universi culturali) e sembriamo avere perduto la capacità di problematizzarci e di problematizzare, convinti che la verità stia solo in ciò che vediamo, che prevediamo, che misuriamo; ma l'imprevedibile, l'ingovernabile, l'incerto sono una parte fondamentale di noi stessi e della convivenza umana e questo dovrebbe farci riflettere sulla necessità di una politica complessa e adeguata alla realtà, quella vera.

La sfida è enorme e straordinaria e chiede una condivisione strategica; infatti, la nostra personale responsabilità è responsabilità di noi nel mondo e del mondo in noi. La sfida della politica complessa, consapevoli della contraddittoria eredità del '900, è di partecipare, in quanto persone umane, a dare un senso globale a una globalizzazione sostanzialmente tecnocratica e a-politica.


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