venerdì 3 giugno 2016

Citazioni. Hannah Arendt - Responsabilità e giudizio - 5 -

(...) che cosa resta della nostra facoltà di giudizio quando ci scontriamo con fatti che sfuggono ai nostri tradizionali standard di giudizio, con eventi per i quali non ci sono precedenti, con fatti ed eventi che non sono previsti in alcun modo dalle nostre regole generali di giudizio, nemmeno come altrettante eccezioni alla regola ? Una risposta sensata a questa domanda dovrebbe prendere le mosse da un'analisi preliminare di quella misteriosa facoltà umana che è la facoltà di giudizio. E dovrebbe permetterci di stabilire che cosa questa facoltà sia realmente in grado di fare e che cosa no. Infatti, solo se pensiamo che esista una facoltà umana capace di farci giudicare in maniera razionale, senza venir travolti dalle emozioni o dagli interessi personali; e solo se pensiamo che questa facoltà funzioni in maniera spontanea, senza cioè restare vincolata a norme o regole di giudizio preconcette, sotto le quali sussumere semplicemente i casi che via via si presentano; solo se pensiamo insomma che questa facoltà sia in grado di produrre essa stessa i principi che governano l'attività di giudizio, solo se pensiamo questo e riusciamo a dimostrarlo, possiamo arrischiarci a camminare su un terreno tanto scivoloso, il terreno delle questioni morali, senza paura di cadere. (...)

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